La fede, come mai si porta all’anulare sinistro

23 May 2013 by Massimiliano Quintiliani

Per risolvere questo enigma è necessario ritornare un po’ indietro nel tempo, vi sono varie credenze sulla fede il proprio significato.

Il nostro dito anulare si chiama in questo modo poichè  il suo nome deriva dal latino anulus cioè anello, quindi anche nell’ antichità l’anello si portava al quarto dito della mano.

Secondo le credenze degli antichi Egizi all’ interno di quel dito ci passava  una vena che andava diretta al cuore.

I Cristiani invece indicano le tre dita :  pollice, l’indice e il medio con la la trinità  e l’ anulare  quello subito successivo dopo aver toccato quelle tre dita, ecco perché lì va la fede matrimoniale.

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Il trucco per la sposa di primavera

25 March 2013 by Massimiliano Quintiliani

Per ovviare al solito look da sposa romantico, candido a seconda della personalità della sposa  look sposa si potrebbe optare per mood trucco  sbarazzino e divertente. Del resto il giorno del matrimonio la sposa deve esprimere al massimo la propria personalità e se la vostra personalità è colorata, esprimetela al massimo, con accessori ma anche con i trucchi.

Mani e piedi ben curati, french manicure, smalto, rosso, rosa o fucsia. Uno smalto colorato, qualsiasi sia  il colore, rende  la mano elegante, magari un bel colore scarlatto di smalto, che unghie feline con sculture fiorate in rilievo e diamanti di ogni forma a troneggiare sulle dita.

Se l’abito da sposa è chiaro è bene osare con un rossetto, magari lasciando, i colori del viso neutri un ombretto color carne abbinato ad una eye liner, e un rossetto marcato: lilla, fucsia, rosa.

 

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Matrimonio anni ’70

18 March 2013 by Massimiliano Quintiliani

Spesso c’ha fatto effetto sfogliare le foto dei nostri genitori e delle loro nozze ma quante volte abbiamo ripetuto la frase  : ‘ Quanto mi sarebbe piaciuto nascere nella vostra epoca?

Lo stile dei matrimoni dei nostri genitori, pantaloni a zampa gilet con frange, vestiti da sposa dritti candidi ma con gonne che si accorciavano sempre più.

Siamo in un’epoca di rivoluzioni davvero sconvolgente, sia dal punto di vista della società sia della moda delle donne. Sono stati per eccellenza  gli anni dei figli dei fiori, dei pantaloni a zampa, delle bandane, delle minigonne che facevano furore tra le giovanissime.

Volete riviere quell’ epoca nel giorno più importante scegliete un  abito bianco dritto con una gonna che si apre a campana, abinateci gli accessori giusti. Cappelli molto grandi, ghirlande di fiori, abiti in pizzo e addirittura tailleur pantalone.

 

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8 Marzo, diario di donna

8 March 2013 by Massimiliano Quintiliani

Oggi è l’8 marzo, la festa delle donne, e anche se tutte direte che non vi interessa, beh, io non ci credo.
Non ci credo perché sono la prima a dire che non è una giornata da festeggiare. Così come non lo sono la festa del papà o della mamma.
Non ci credo perché impazzisco alla sola idea di tuffarmi in una serata fatta di cene e danze tra donne e con donne che, se tutto l’anno sembrano normali, l’8 marzo rivendicano la loro femminilità. Con pochissima femminilità.
Credo che oggi festeggino molto di più gli uomini che le donne…

Ci sono quelli che rimangono a casa, davanti alla X Box, magari con gli amici, senza nessuna donna che li rimprovera se mangiano patitine e bevono birra sul divano e quelli che escono pronti ad attaccare perché, statistiche alla mano, questa sera una donna in giro la trovano di sicuro.
Festa della donna: urla, strepiti, brindisi “a noi donne!”. O meglio a quello che a fine serata ne rimane di loro, di noi.
Perché, lo ammetto, c’è stato un tempo in cui io la festeggiavo, questa giornata. Era il periodo dei primi permessi serali dopo scuola, quando ad una pizza e una coca con le amiche i genitori non potevano dire di no.
Noi ci sentivamo improvvisamente donne: un velo di fard, il rimmel messo male e un po’ di Labello per mettere in risalto labbra ancora inesperte.
Quelle serate in cui si parlava dei primi amori, di quelli che ancora facevano venire il batticuore solo perché ci avevano chiesto di prestargli una penna per il compito in classe.
Poi, crescendo, il rito si è perso. Già al liceo ci dicevamo: “Casomai ci vediamo a casa di qualcuna”. Era come se ci dovessimo nascondere, e forse un po’ era vero. Non potevamo confonderci con quelle che uscivano l’8 marzo, ma non si poteva neanche non festeggiare una serata tutta per noi.
Col tempo io e le mie tante amiche  abbiamo smesso di vederci in quell’occasione speciale, perché trascorrevamo comunque assieme tutti i week end.
Dei miei 8 marzo ricordo anche l’odore della mimosa nel giardino del palazzo, che fioriva sempre troppo presto e all’8 marzo non ci arrivava mai.
Sento ancora il suo profumo, quello della mia pianta preferita. Bella, gialla, e soprattutto capace di seccare quasi all’istante, il che è un bene per una come me che non ha il pollice verde.
Da qualche anno, quella mimosa non c’è più: l’hanno dovuta abbattere. Era malata, un po’ come noi donne che fioriamo sempre prima e non aspettiamo mai che arrivi davvero il sole leggero di marzo per farci sbocciare.
Al primo raggio, tutte pronte. Chi c’è, c’è.
Con il tempo però ho imparato ad aspettare.
La mimosa non c’è più e non c’è neanche più quella voglia di esporsi troppo in fretta che un tempo pensavo mi avrebbe reso donna.
Oggi festeggio la mia tranquillità e il mio essere comunque bambina, in ricordo di quelle cene a base di pizza e cocacola.
Festeggio con tutte voi le donne che non siamo ancora.
E anche se nessuna di noi vorrebbe urlare a tutti che oggi è la festa della donna, io auguro a tutte voi una splendida giornata, e ne approfitto per ricordare agli uomini di comprare un mini rametto di mimosa. Perché questa volta, se vi guarderemo male, non sarà solo perché siamo donne, ma perchè siamo donne da festeggiare.

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La boutonnière

18 February 2013 by Massimiliano Quintiliani

La boutonnière è uno degli elementi estetici più complessi da scegliere. Si, perché il fiore da mettere all’occhiello rappresenta non soltanto la cifra stilistica dello sposo, ma connota il modo in cui lo sposo vede se stesso nel matrimonio. È indossata dallo sposo, dai padri, sia dello sposo sia della sposa, e dai testimoni.

I fiori parlano, dicono attraverso la personalità visivo-olfattiva ciò che spesso le parole non sono in grado di comunicare. Lo sposo che sceglie, ad esempio, il  giglio, comunica onestà e nobiltà d’animo; chi sceglie l’orchidea, è un esteta raffinato; l’uomo che opta invece per la rosa, oltre a essere amante di un’eleganza classica, possiede coraggio e passione.

Esattamente come per gli altri elementi dell’organizzazione del matrimonio, entrambi gli sposi dovrebbero confrontarsi al fine di coordinare le proprie scelte.

Un’opzione molto apprezzata soprattutto negli States è quella di abbinare non solo il bouquet e la boutonniére, ma di creare un bracciale per le testimoni o le damigelle con lo stesso fiore all’ occhiello dello sposo.

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Il vostro romantico san valentino

14 February 2013 by Massimiliano Quintiliani

14 febbraio :  Comprare un dono al proprio partner? Scrivere dei biglietti romantici? Trovare un modo carino per fare la pace? Andare fuori per un week end infuocato? Ce n’è per tutti i gusti, l’importante è far circolare l’amore  nel mondo.

Forse non sarà la festa più amata  ma  S. Valentino, ma è una scusa come un’altra per dedicarsi alla propria metà, per dimostrare il proprio amore con un piccolo pensiero , perché no, per vivere una serata infrasettimanale in modo differente .

Potreste sorprendere la vostra lei semplicemente organizzandole una cenetta magari lasciandovi ispirare da un  classico del cinema di animazione , chi non ricorda  una delle scene più romantiche della storia del cinema.

Lilli e il Vagabondo e dei loro spaghetti con polpettine da gustare cuore a cuore, a lume di candela

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Sposa 2013: futurista o barocca?

25 January 2013 by Massimiliano Quintiliani

Come sarà la sposa del 2013?   Ogni designer propone la sua personalissima idea nelle proprie collezioni, certo, ma il tema ricorrente di quest’anno è il bianco: da sempre protagonista indiscusso del wedding catwalk. Quest’anno assume forme nuove, poco legate alla tradizione. Non più quindi colori eccentrici come il porpora o l’arancio, ma il bianco nelle sue differenti sfumature.

L’ultima tendenza è sicuramente il taglio geometrico con finali morbidi, quasi a voler rintracciare quell’ eleganza futurista del primo ventennio del ‘900. Le linee strutturate e teatrali lasciano spazio a forme più semplici, meno elaborate con piccoli dettagli plastici, come suggerito dalle sfilate di Miquel Suay. Tutt’ altra direzione quella di stilisti orientati alla sfarzosità, come Oscar de la Renta che  con le sue spose barocche non teme l’utilizzo di pizzi e volumi estremi.

Alle future spose l’ardua scelta.

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